L'emozione della diretta: i ragazzi del liceo Vico su SAT2000

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sat2000_1.jpgEmozionati ma sicuri e tutti bravi! Un gruppo di 46 alunni delle classi III D, IV H e IV B del liceo Vico, affidati ai docenti don Franco Conte, Annalisa Carrera e Palma Martino, negli studi di Roma sono stati gli animatori della trasmissione “1X1”, il format della fascia quotidiana in onda dalle h 14.05 alle 15.30 sulla tv satellitare SAT2000.
Il programma, condotto dalla simpatica Arianna Ciampoli, ogni giorno affronta temi d'interesse giovanile, discussi in diretta dai ragazzi del triennio delle scuole superiori di tutta Italia o collegati con lo studio di Roma via webcam. Con quest’ultima modalità già dall’anno scorso gli alunni del Vico hanno partecipato molte volte, ma provare l’emozione della diretta e sostenere un dibattito è un’altra cosa!
L’argomento della puntata ha riguardato “la scuola”. I ragazzi sono stati invitati dalla conduttrice a parlare liberamente della propria scuola e dei professori, ad esprimersi sul fenomeno del bullismo, a considerare il valore della cultura e a tentare di delineare una scuola ideale, oltre che a commentare filmati, dati statistici e sms pervenuti in redazione durante la trasmissione. Chiara Santoro, invitata per prima ad esprimersi, ha detto chiaramente cosa significa la scuola per un ragazzo e quali sono le aspettative dei genitori. Di risposta, Angela Bozza ha puntualizzato che i giovani devono scegliere liberamente per costruire al meglio il loro futuro e che molte volte non si comprende subito l’invito ad un maggior impegno richiesto dai professori e dalla famiglia. Annagiulia Trigiante ha osservato che la scuola insegna ad “imparare”, cioè una metodologia di studio, ma soprattutto sviluppa il senso critico e le relazioni di gruppo. La discussione si è molto animata quando si è toccato il bullismo. Duri i giudizi espressi da Alida Russo e Flavia Russo, per fortuna, secondo loro, il problema non tocca il liceo; tra amici è consentito solo qualche scherzo innocuo hanno sostenuto Aldo Tucci e Antonio Montemurro.
Il dibattito ha toccato anche il rapporto docenti-alunni. Diversi professori del liceo sono stati apprezzati per la modalità di relazione, altri per la capacità di utilizzare gli strumenti informatici nelle discipline d’insegnamento o perché, per Alessia Di Lorenzo, la professoressa d’italiano ha saputo spiegare “La locandiera” di Goldoni con un approccio diverso.
Infine, nell’ultima parte del programma si è discusso dell’importanza dello “studio” come valore in sé o come strumento per farsi strada nel lavoro. Bruno Cianciotta ha asserito che entrambe le affermazioni sono valide, mentre per Danny Cortese studiare significa principalmente prepararsi ad un futuro lavorativo. Profonda e lucida è stata l’analisi che Andrea Romano ha fatto nell’intervento conclusivo.
Il ragazzo ha affermato che è vero che lo studio amplia la conoscenza e prepara ad un futuro professionale, ma soprattutto serve a comprendere il mondo e le persone, a capire se stessi, a valorizzare le proprie possibilità; cioè la cultura aiuta a diventare uomini, più consapevoli e responsabili.

Palma Martino
La Goccia n° 8 del 2007

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