Piazza San Pietro, 18 Aprile 2007- Udienza generale del Papa Benedetto XVI. Descrivere l’affanno per arrivarci sarebbe troppo lungo, proviamo però a raccontare le emozioni della mattinata che hanno reso la gita a Roma un viaggio irripetibile. Di buon’ora giungiamo nelle vicinanze di piazza San Pietro, ma purtroppo siamo in coda ad un’interminabile fila per passare il controllo del metal detector. Nell’attesa, scherzando con i compagni, abbiamo pensato che forse i pellegrini avevano dormito lì la notte per prendere i primi posti!
Comunque, superato il primo ostacolo, ecco il secondo per accedere ai posti. Migliaia erano già sulla piazza! Noi, con il biglietto ben in vista ed “esortati” dalle professoresse Carrera e Martino, seguiamo don Franco Conte. Raggiungiamo così il nostro settore dove avevano già preso posto l’altro gruppo del liceo accompagnati dalle professoresse Casarola, Messia e Curci.
Che meraviglia! Mai avremmo immaginato di essere lì, sul sagrato della basilica, subito dietro i Cardinali.
Davanti a noi, sull’enorme piazza San Pietro, sotto il sole cocente, cinquantamila persone, distinti in gruppi dai cappellini colorati, o dai fazzoletti.
Dalla nostra posizione privilegiata abbiamo pensato come la Chiesa cattolica muova il mondo intero e che il colonnato della basilica abbracci veramente l’intera umanità, come lo aveva pensato il Bernini! E non ci sbagliavamo. Infatti, nell’attesa che giungesse il Papa, un vescovo ha salutato tutti i gruppi convenuti sulla piazza: saluto il gruppo dell’India, della Cina, della Corea, del Giappone, del Brasile, della Germania, della Francia…e gli studenti del liceo scientifico Gian Battista Vico di Laterza!
Finalmente è arrivato Benedetto XVI. Alla sua prima parola un silenzio religioso è sceso sulla piazza. Noi, anche se molto accaldati, con attenzione abbiamo seguito il discorso. Ha parlato dell’insegnamento di Clemente Alessandrino, uno degli alfieri dei primi secoli del Cristianesimo che nel suo tempo riuscì a definire il dialogo come binomio tra Fede e Ragione per giungere ad un intima conoscenza della Verità che è Gesù Cristo. Un tema impegnativo, che il Papa da bravo professore di teologia, ha spiegato nei vari passaggi fino a dire che la conoscenza di Cristo non è solo pensiero, ma è amore che trasforma l’uomo e crea la comunione con il Logos, il Verbo,cioè Cristo. Poi, rivolgendosi a noi studenti, ci ha invitati a seminare la speranza nei cuori dei nostri amici e ad essere amico di Gesù. Dopo i saluti e gli omaggi di alcuni fedeli scelti, abbiamo ancora aspettato sotto il sole ancora più cocente per un saluto da vicino che ce lo conserveremo tra i ricordi più belli ed emozionanti.
Katia Cangiulli
Francesca Loforese
Angelica Bonora
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