Educare è un paziente lavoro di tessitura che intreccia idee, sentimenti ed esperienze. E trova ragione nella testimonianza di vita che per primo il docente offre, mettendo in gioco sé stesso."Tessere" e "testimoniare" sono le due parole chiave che il vescovo di Castellaneta, mons. Pietro Maria Fragnelli, ha affidato ai docenti dell'Istituto superiore G.B. Vico, nella sua visita di lunedì pomeriggio.
Un incontro con il personale docente e non docente, presieduto dalla dirigente scolastica, prof.ssa Caterina Silvestre, che Sua Eccellenza ha inserito nel programma della visita pastorale in corso come "un'occasione per mettermi in ascolto - ha spiegato - per tastare il polso, per riflettere su quella che è la direzione che sta prendendo il nostro territorio".
"Non vengo a proporre una visione di fede, - ha detto il vescovo - semmai vengo a verificare con la voi la fatica della multiculturalità, del cambiamento, in un contesto che tende a svalutare i punti di riferimento tradizionali".
A presentare storia e realtà della scuola al vescovo il prof. don Franco Conte e le docenti Beatrice Giacoia e Palma Martino. Un breve exurcus da quando il liceo fu fondato nel 1969, come succursale del Battaglini di Taranto, alla tanto auspicata autonomia nel 1974, fino all'accorpamento con l'Istituto d'Arte, prima sezione staccata di Grottaglie, a partire dal corrente anno scolastico. Per ricordare che l'istituto nel corso degli anni è cresciuto, incrementando la sua popolazione scolastica, che oggi conta oltre 700 alunni.
"E' vero che questa è una scuola di riferimento, - ha chiosato il vescovo - in trent'anni quello che sembrava essere un riscatto solo per Laterza è diventato poi una realtà che costituisce una proposta per tutto il territorio".
E alle esigenze del territorio guardano i diversi indirizzi di studio e i progetti. Nonché lo sforzo quotidiano degli insegnanti: "Il nostro insegnamento - ha precisato la prof.ssa Giacoia - concorre a formare giovani colti, capaci di riflettere in modo autonomo e di esercitare un maturo senso critico nei confronti della realtà".
La realtà però mette a dura prova la stessa funzione docente, come ha sottolineato la prof.ssa Martino: "Oggi è condivisa l'idea che il professore non è il solo responsabile della formazione culturale ed educativa dei ragazzi. Lo affiancano le tante e più allettanti agenzie educative quali la televisione, internet ed anche le alternative di svago facilmente accessibili e a volte condivise dalle famiglie".
E se il docente non è più il "maestro" di una volta, non è detto che non riesca ancora a mettere in campo quell'entusiasmo e quella passione capace di animare la "pedagogia del cuore". Che il vescovo Fragnelli ha suggerito agli insegnanti del Vico, come strada per raggiungere l'empatia e la comunione profonda con i ragazzi. Anche con quelli di oggi.
Anna Lisa Carrera
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