Lezione sul senso della legalità al G.B.Vico di Laterza

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carbone.jpg“Promuovere la cultura della legalità, della convivenza civile e della cittadinanza attiva a partire dalla conoscenza e dal dialogo tra le Istituzioni, le Associazioni operanti sul territorio e le diverse sedi scolastiche”. E’ questo l’obbiettivo del progetto proposto a tutte le scuole superiori della provincia ionica dall’Associazione Nazionale Magistrati e dal UPS di Taranto.
I docenti del Vico, con il sostegno della dirigente scolastica, prof.ssa Caterina Silvestre, hanno accolto e condiviso l’iniziativa perché consapevoli dell’urgenza e della necessità di sviluppare, accrescere e radicare nei giovani il senso forte della legalità, inteso come valore costitutivo di una società civile, basata sull’onestà, sulla trasparenza e sul rispetto del libero pensiero. A chiarire i termini del problema è stato il Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Maurizio Carbone, in servizio presso il Tribunale di Taranto.
Infatti, venerdì 29 Febbraio, nell’auditorium “Giovanni Paolo II” del liceo, il dott. Carbone ha tenuto una conferenza, spiegando ai ragazzi delle classi quarte la “grammatica” delle aule giudiziarie. Una lezione informativa molto interessante, perché, nonostante che termini come: avviso di garanzia, indulto, pubblico ministero, sentenze di 1°grado, 2° grado, prescrizione, e via dicendo, facciano parte del linguaggio parlato, la maggior parte dei cittadini non ne conosce l’esatto significato.
Il magistrato, poi, ha proseguito con un’analisi molto chiara sul sistema giudiziario, esprimendo personali perplessità su alcune leggi determinate dalla politica ed evidenziando altresì le oggettive difficoltà della giustizia italiana.
Secondo il dott. Carbone, prima di tutto sotto accusa vanno messi i mass media che passano informazioni parziali e di parte, fuorviando o determinando il senso della giustizia in ognuno di noi. Succede, infatti, che spesso si pensa che non sono le leggi
sbagliate, ma i giudici che non garantiscono la certezza della pena giustamente auspicata dai cittadini onesti. Il Procuratore ha fatto capire che non è come comunemente si crede, perché è nei cavilli delle leggi e nei tempi lunghi delle procedure processuali che il disonesto riesce spesso a farla franca. Di qui l’urgenza di promuovere una coscienza civica critica ed attiva che sappia sostenere una politica basata sui valori della legalità, dell’onestà, della trasparenza e della giustizia. Discorso pienamente condiviso dalla dirigente Silvestre, la quale, in quanto avvocato, è esperta del problema. La preside, nel suo intervento, ha esortato gli studenti del Vico a conoscere i diritti ed i doveri enunciati dalle Leggi nazionali ed internazionali. Continuando, ha affermato che la scuola è il luogo per eccellenza deputato alla formazione del pensiero critico al fine di esercitare da adulti una cittadinanza attiva, garante della legalità, ma capace di cambiare. E’ nella scuola, infatti, che s’insegnano le conoscenze che hanno determinato la storia dei diritti e dei doveri dei cittadini secondo i criteri etici e morali propri di ogni popolo. La parola è passata ai ragazzi ed ai docenti che su questi imput hanno aperto un dibattito molto vivace.
Tante le domande poste al magistrato: dalla sfiducia nella giustizia, alla certezza della pena; dalla difficoltà della politica, alla corruzione dei politici; dalla caduta dei valori, all’illegalità diffusa. Per l’interesse dimostrato, sicuramente il progetto sarà ampliato ed approfondito con la speranza di vedere presto i giovani alunni, cittadini attivi nella comunità e nello Stato.

Palma Martino