Un nome e una proposizione che significano tutto.
Era il 1892 quando, il francese Pierre de Coubertin, raccontava al mondo l’idea rivoluzionaria che lo avrebbe condotto a ripristinare le Olimpiadi dell’età moderna.
Un’idea romantica che allora aveva dell’utopistico, ovvero la speranza di realizzare una dimensione perfetta, in cui tutti si comportino lealmente nel rispetto delle regole del gioco.
Un obbiettivo ancora valido, che oggi come allora, ruota intorno ad un’attività: lo sport, inteso come “strumento efficace per educare i giovani …”
Sostanzialmente è questo il concetto emerso durante il convegno “Salute è Educazione” tenutosi a Laterza il 27 aprile. Occasione propizia perché lo Sport è stato indagato nel suo significato più autentico e gli interventi del Dirigente del liceo Vico, prof. F. Cristella, dello sponsor G. Matera, del M.d.S. U. Barisciano e dei Dr. M. Cioccolella e L. De Lellis, hanno contribuito a moltiplicare le argomentazioni a favore di un modello educativo che non cessa di sorprendere.
Sì, lo Sport! Risorsa meravigliosa, troppo spesso sottovalutata e sminuita dalle masse a semplice “passatempo”.
Così non è. De Coubertin l’avrebbe piuttosto definita “l’arma più pacifica che sia mai stata ideata per combattere i mostri della guerra…” e, noi aggiungiamo, del disagio giovanile.
Entrambi mostri pericolosi. Il secondo, in particolare, perché taciuto e sottovalutato poiché considerato fisiologico.
E a chi ancora nutre dei dubbi sulla sua esistenza, tutti relatori hanno risposto che il disagio giovanile esiste! Altro che!
E’ “l’ospite inquietante” di Nietzsche, il nichilismo della società moderna che si aggira tra i giovani, penetra nei loro sentimenti, ne confonde i pensieri, cancella le prospettive… fiacca la loro anima.
Il risultato è che i giovani maturano l’equazioni del bene uguale male e del mondo uguale bugia, e gli adulti neanche se ne accorgono e sottovalutano i conti di questa nuova matematica della vita.
Gli adulti chiedono ai giovani di imparare a vivere, ma nessuna lezione oggi ci appare più complessa. Perché la vita va vissuta e il mondo va affrontato. Pierre de Coubertin avrebbe finanzi voluto cambiarlo. Forse anche noi, e forse anche voi!
Agata Maria Capodiferro, 1^D
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