| Il prof. Franco Cristella è il nuovo dirigente dell’Istituto Superiore “G.B.Vico” di Laterza |
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E’ sembrato perciò opportuno incontrarlo per una chiacchierata sul mondo scolastico. Dunque, ora Dirigente dell’istituto superiore G.B.Vico. Il sogno di un professore o l’occasione di circostanze favorevoli? Credo che sia la naturale progressione professionale. Questa stessa domanda mi fu posta al concorso direttivo per esprimere la mia preferenza sul settore primario o secondario. Mi permisi di dissentire per una scelta, perché solo chi è entrato nell’ordine primario ed ha vissuto nella scuola come docente e collaboratore può capire le motivazioni culturali, pedagogiche e sociali che sono alla base di tutta l’istruzione. Ma, ancor prima di essere dirigente, voglio precisare che ho studiato per fare il professore avendo in mente come punto riferimento, il prof. Giovanni Caserta del liceo classico di Matera, la scuola che ho frequentato. Ora con l’esperienza nella secondaria superiore, il mio percorso si arricchisce e si completa in tutte le sfaccettature. Dirigente di un istituto superiore nella svolta cruciale della Riforma. A tal proposito, quali sono le sue considerazioni? Sono considerazioni analitiche più che politiche. La Riforma nella scuola superiore è assolutamente necessaria. Ma, se le motivazioni di ordine economico hanno condizionato le scelte politiche, allora il discorso perde la valenza formativa. Non si può fare una Riforma tagliando i fondi sulla sicurezza degli edifici, sugli acquisti di gestione, o ridurre il personale. E poi, la Riforma deve essere condivisa ed accettata dalla base, cioè dalla scuola. Non può la politica da sola decidere su un cambiamento così importante per la società. La scuola di oggi è migliore o peggiore rispetto al passato? E’ diversa. Perché diversa è la società e diverse sono le famiglie. La scuola di oggi è l’espressione della società, la quale è più difficile da identificare per i cambiamenti repentini che non trovano la sedimentazione culturale. Ma, a sostegno della scuola, c’è l’impegno dei docenti che, con pochi strumenti, riescono tuttavia a “leggere” e valorizzare le intelligenze vive e produttive dei ragazzi. La famiglia purtroppo non aiuta molto in questo compito. Sono distratte dai propri problemi ed hanno delegato alla scuola sia l’educazione sia l’istruzione. Oggi, più che nel passato, formare una persona capace di compiere scelte autonome, responsabile e con senso critico costruttivo, non è solo una prerogativa della scuola. La famiglia deve partecipare e condividere il piano educativo che la scuola offre e la società, nei processi di globalizzazione, deve porre maggiore attenzione alle identità, alle persone. Secondo un ordine di priorità colloco prima di tutto la “persona”, poi la scuola ed infine la cultura. In questa realtà territoriale, quale connotazione vorrebbe dare alla scuola? Penso il liceo Vico come “centro di formazione culturale”. Ritengo che si debba andare oltre le canoniche attività scolastiche. Come è avvenuto in passato, con il sostegno delle Amministrazioni locali e delle Associazioni, si tratta di promuovere manifestazioni culturali fruibili da tutti. Non solo, nel Vico potrebbero trovare spazio tutte le valide iniziative che la società civile vorrà promuovere. Insomma spero in una collaborazione proficua tra scuola e territorio. Qualche parola sull’istituto d’arte E’ una scuola che esprime una delle peculiarità più antiche e note di Laterza. L’istituto d’arte però deve rendersi più visibile. L’utenza sta cambiando. Gli alunni sono più consapevoli della scelta e questo li motiva ad un impegno che va oltre il profitto scolastico. Certo, sarebbe meglio che le classi fossero allocate nel liceo o nelle immediate vicinanze. E’ questa una delle questioni che affronteremo subito con la Provincia. Preside vi aspetta un bel lavoro su tutti i fronti. Non temo gli impegni, fanno parte di ogni lavoro. Si tratta di affrontarli tenendo presente tre principi di antica memoria ancora validi: il logos, l’ethos e il pathos. Logos, ossia la capacità e volontà di risolvere il problema; l’ethos il principio di correttezza e rispetto, ed il pathos, ovvero la passione e l’entusiasmo che ognuno mette nel proprio lavoro. Allora, buon lavoro e buon inizio di anno scolastico.
Palma Martino
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Nella scuola, all’inizio di ogni anno scolastico, le novità ed i cambiamenti sono tanti. Quest’anno la scommessa era su chi sarebbe stato il nuovo dirigente del Vico. E’ andata bene! Il prof. Franco Cristella, già dirigente del 2° Circolo didattico di Laterza, ha assunto la direzione dell’istituto. Per molteplici ragioni, lusinghiero ed unanime è il consenso espresso dei docenti che l’hanno conosciuto come dirigente: perché è una persona preparata, perché conosce bene le problematiche della scuola, perché sa dirigere con autorevolezza e decisione, perché è aperto all’ascolto e al dialogo, perché condivide, nel rispetto dei ruoli, con i docenti le scelte educative delle famiglie, perché ha una persuasione convincente, e poi, per noi del Vico, perché è un laertino doc che darà stabilità alla scuola.