Quando il terrore è generale,quando crollano le città,i popoli sono schiacciati e la terra è scossa,non c'è da meravigliarsi che gli uomini abbandonati,in preda alla paura e al dolore,siano smarriti:non è facile restare in sé in mezzo a grandi catastrofi.
Ogni giorno,infatti, si verificano sulla terra migliaia di terremoti che hanno ripercussioni disastrose sulla popolazione. Vengono distrutte intere città,i superstiti restano senza dimora e spesso perdono i loro cari. Il terremoto non minaccia solo la vita dell'uomo e l'integrità dell'ambiente in cui egli vive ma interessa anche l'economia e l'organizzazione sociale di un'intera comunità.La voragine che un terremoto lascia in ogni essere vivente non è solo fisica, ma soprattutto psicologica: è una commistione di sentimenti di paura,panico ed impotenza,che lascia tutti quanti senza parole,anche noi, mentre dal comodo divano osserviamo le immagini delle macerie e le facce disorientate ed assonnate di chi è costretto a vivere in una tenda, circondato da rovine.
Sicuramente è tanta la rabbia, perché il destino ha inferto a questi individui un'ingiusta punizione. Come tanta è anche la tristezza, perché questo terremoto ha portato via improvvisamente i loro figli, i loro coniugi o i loro genitori. Probabilmente molti sopravvissuti oggi vivono sentendosi in colpa proprio per non essere morti al posto dei loro figli o dei loro familiari. Per questo, dal punto di vista psicologico è fondamentale operare per prevenire subito le conseguenze a breve e lungo termine della perdita di certezze e dei punti di riferimento. Anche in epoca moderna,nonostante la sua spiegazione scientifica,il fenomeno del terremoto è rimasto avvolto nel mistero.
VALERIA MUSCI 5^E
MAIRA ARIANO 5^E
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