Di norma su questo spazio scrivono ragazzi e ragazze del “G.B.Vico”, ma per una volta si consenta anche alla sottoscritta, di scrivere qualcosa in prima persona, invece di leggere, correggere e dare il nulla osta a quanto producono studenti in gamba, che trovano il tempo ma soprattutto hanno interesse a scrivere e comunicare con chi avesse l’intelligenza di curiosare su quello che il nostro Istituto produce.
Desidero dare una valutazione sull’esperienza, da poco conclusasi, di un viaggio in Olanda della classe III sez. C, ospitata presso famiglie di alunni/e dello Stedelijk College di Eindhoven. A seguito di un’esperienza di scambio di ospitalità, già vissuta nel precedente anno scolastico da classi del nostro Istituto, nello scorso mese di marzo, altri 21 dei nostri sono stati ad Eindhoven. Qui hanno condiviso vita di famiglia con tutto ciò che essa comporta, e frequentato presso lo Stedelijk College alcune lezioni : matematica, lingua olandese,chimica,fisica, storia,educazione fisica. I nostri ragazzi e le nostre ragazze hanno così potuto acquisire nuove conoscenze, ma soprattutto hanno sperimentato metodologie didattiche diverse.
A seguito della diversa organizzazione dell’orario scolastico, che prevedeva intervalli tra le lezioni ed un’interruzione per consumare un parco pranzo, i/le ragazzi/e italiani/e hanno potuto conoscere altri coetanei, con cui conversare e fare amicizia. Naturalmente lezioni e conversazioni si sono svolte in lingua inglese, il che ha consentito di verificare sul campo le capacità comunicative dei nostri in questa lingua.
Abbiamo potuto visitare le due città di Amsterdam e dell’Aia, ma anche città meno note e tuttavia interessanti dal punto di vista artistico ed urbanistico. A detta dei nostri, le famiglie olandesi sono state molto accoglienti ed attente. Avreste dovuto vedere con quanto materno affetto,alcune madri,piuttosto giunoniche, abbracciavano le nostre ragazze ,alcune delle quali un po’ intimidite dal dovere andare a vivere con persone sconosciute. Ricordo una delle nostre affondata tra le braccia di una sorridente signora bionda.
E’ la terza volta che organizzo e realizzo attività del genere (dopo Borlange-Svezia e Bucarest-Romania) e trovo sempre che siano positive e produttive per i nostri giovani: promuovono spirito di adattamento e favoriscono, laddove necessario, un processo di sprovincializzazione.
In qualità di docente non posso che complimentarmi con le famiglie che accettano di aderirvi, mettendosi in gioco per una migliore crescita dei propri figli, i quali imparano a confrontarsi con situazioni nuove, mentalità diverse,senza contare che hanno un primo saggio di cosa significa e comporta il vivere lontano dal “nido”. Il che è cosa utilissima in una prospettiva di studio e lavoro in città lontane o anche straniere , come sempre più spesso la situazione italiana impone soprattutto ai giovani con alti livelli di studio e/o professionalità.
Prof.ssa Grazia Augelli
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