V’è, negli esseri umani, la facoltà di creare quello che non c’è. Alla stregua delle piante, che operosamente producono allo scopo di nutrirsi; con la differenza che noi, noi tutti, elaboriamo qualcosa che nulla ha a che vedere con il mondo organico; quindi spendibile, in termini energetici, soltanto per l’alimentazione dell’anima. Sono queste le passioni, le astrazioni, le emozioni: quelle forze che maturiamo a livello interiore e che ci rendono uomini, di fatto capaci, nella realtà quotidiana, di abbattere muri e scalare montagne.
L’esperienza musicale dei Pink Floyd si propone in questo senso come il tentativo di dare voce e forma originali ad un insieme di interrogativi, riflessioni, istanze, denunce, che nascono dalla volontà di essere parte attiva nella propria vita e in quella del mondo. Esplorare le strade da loro battute significa aggiungere un tassello alla comprensione del genere umano, ed è entusiasmante verificare che, per cominciare, basta chiudere gli occhi ed ascoltare.
E’ quello che si è fatto venerdì 27 novembre 2011, nell’Aula Magna del liceo “G. B. Vico”, in occasione del primo appuntamento del progetto “INCONTRIAMOCI IN BIBLIOTECA” : fluttuare sulle note dei Pink Floyd, alternandosi l’ascolto dei brani più famosi con il commento e la riflessione dei ragazzi presenti, del sig.Vito Calabrese, profondo conoscitore ed esperto della storia e della musica del gruppo, della prof.ssa G. Augelli, organizzatrice dell’incontro.
Occasioni come queste non solo diventano momenti di condivisione ed empatia assolute, ma agiscono – com’è consuetudine per l’arte - da moltiplicatore emotivo e creativo: non è possibile ascoltare “Comfortably numb” e restare indifferenti; assimilare il senso di “Another brick in the wall” e non provare, almeno per un attimo, il desiderio di cambiare il mondo.
Agata Capodiferro ( III^-D)
| < Prec. | Succ. > |
|---|






