La festa del Sacrificio,che si celebra ancora oggi, è cominciata con il sacrificio del figlio del profeta Abramo.
Poiché Abramo non aveva un figlio, come facevano i servitori di Dio (denominazione turca che sta per “credenti”) pregò per trovare la speranza in Dio e disse che avrebbe sacrificato il proprio figlio, se ne avesse avuto uno. Dio ascoltò la sua preghiera ed Abramo ebbe un figlio.
Un giorno egli, nonostante fosse triste per la promessa fatta, andò sulla montagna per compiere il sacrifico del figlio,ma vide Gabriele,il quale gli mostrò un ariete, da sacrificare invece del figlio. Grazie alla sua fedeltà a Dio, con il sangue di ariete egli poté sostituire il sacrificio del figlio.
Da quel giorno tutto il mondo islamico festeggia questo miracolo per quattro giorni sotto il nome di Festa del Sacrificio, durante i quali si sacrificano degli animali, e specialmente l’ariete ,il vitello,il bufalo,il cammello, la cui carne viene divisa in tre parti : la maggior parte si dà ai poveri, la seconda parte si lascia a casa e la terza , invece , si porta alle famiglie da cui si viene ospitati.
La mattina del primo giorno della festa, viene assaggiata la carne. Tutto il giorno, per ricordare la fedeltà a Dio , si mangia la carne dell’animale che si è sacrificato. Poi si va dagli altri familiari per fare loro gli auguri. Generalmente tutta la famiglia si reca insieme nella casa del componente più anziano della famiglia, ma, per esempio, nella mia famiglia ero sempre io a scegliere la casa nella quale dovevamo andare quando ero piccola. Quindi andavamo sempre a casa della nonna.
Il motivo era sempre lo stesso: i buonissimi dolci e cibi che lei preparava e la sua felicità quando la casa era piena delle voci dei bimbi e dei figli. Dopo la cena tutta la famiglia, rimanendo in silenzio,prega. Non so il perché della preghiera , ma comunque non pregavo mai con loro.
Poi mio zio prendeva il “saz”, lo strumento nazionale turco, e si cantava e ballava.
Il secondo giorno si continuano a fare le stesse cose fino all’ultimo giorno della festa.
Tuttavia il primo giorno è sempre più bello degli altri giorni.
A dire la verità , io non ho mai creduto delle storie divine e i libri sacri , ma le festa religiose per stare insieme con tutta la famiglia e per aiutare chi ha bisogno di aiuto almeno una volta all’anno , penso che siano una cosa positiva e anche facciano capire l’importanza della fede e della carità
Ayca DUR classe III-C (progetto Intercultura)
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