L’ uso delle maschere dei Saturnali e dei Baccanali nel Medioevo prese il nome di “Festa dei Pazzi”. La festa consisteva nell’eleggere un papa buffonesco ed a Roma le “feste dei pazzi” duravano sette giorni dopo l’Epifania e venivano chiamate “Feste della Libertà” per giustificare ogni sfrenata licenza.
Chierici e “papa”assistevano al divino ufficio in abito da maschera col viso dipinto di vari colori. Terminata la cerimonia erano permesse ogni sorta di pazzie. Nel ciclo della Festa dei Pazzi c’era anche quella detta degli “Asini” (che si svolgeva il 14 Gennaio), in una processione di clero e popolo, che scortavano una giovinetta con un bimbo in braccio, in groppa a un asino, in memoria della fuga di Gesù in Egitto. In parecchi Concili si cercò di sopprimere queste feste.
IL CARNEVALE A VENEZIA
A Venezia nel Medioevo il carnevale era celebre per le grandiose mascherate, alle quali partecipavano tutti i sestieri e i signori del Maggior Consiglio, i quali scendevano al molo, indossando i costumi caratteristici del popolo rappresentato, suonando mandolini e chitarre.
In piazza San Marco, c’erano le logge per gli spettatori dove veniva innalzata una torre di legno, “macchina”, per i fuochi d’artificio. Lo spettacolo iniziava con un corteo delle due Corporazioni, i Fabbri e i Macellai, che trainavano tre tori inghirlandati . Il corteo si fermava davanti al Doge, dove i campioni tagliavano la testa ai tori. Allora dal campanile di San Marco, per mezzo di una corda un uomo in maschera scendeva in piazza, dove ,dopo aver fatto alcuni giochi, ritornava sul campanile. Queste feste vengono menzionate in una legge del 1295, che proibiva ai mascherati di lanciare uova.
Caferri Davide – III D
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