Le rivoluzioni scientifiche avvenute nella Storia hanno portato miglioramenti nella vita dell’uomo, rendendola più semplice e più libera. Dalla prima Rivoluzione scientifica, avvenuta nel ‘600 grazie all’ invenzione del Metodo Scientifico per opera di Galileo Galilei, vi sono state moltissime scoperte nell’ambito delle scienze.
Nel XVIII secolo la scienza deve fare i conti con una mentalità mondiale combattuta tra la Ragione e la Chiesa, dove molto spesso, le maggiori scoperte contrarie alle idee cattoliche venivano messe al bando nel “Mondo Cattolico”. Fra i molti scopritori e fisici del periodo troviamo l’italiano Alessandro Volta. Nato a Como di famiglia nobile nel 1745, già da giovane Volta si appassionò all’elettricità, scrivendo primi saggi, tra cui un poema in latino (De vi attractiva ignis electrici ac phaenomenis inde pendentibus), a soli 17 anni. Diventò professore di fisica, prima a Como nel 1775 e successivamente a Pavia nel 1778, dove resterà per 22 anni, molto apprezzato e onorificato dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Ebbe moltissimi riconoscimenti anche da parte di Napoleone grazie alle sue scoperte: il metano, la combustione dei gas o l'invenzione del condensatore; ma la sua invenzione più importante che ne valse ogni merito fu la pila. La pila fu il primo generatore di energia elettrica, prototipo della batteria. E' costituita da una colonna alternata da dischi di rame e stagno, collegate tra di loro da un feltro o cartone imbevuto di acqua salata.
A causa della simile elettronegatività, zinco e rame possono essere sostituiti rispettivamente dallo stagno e dall'argento. Collegando gli estremi per mezzo di un conduttore elettrico, si crea un circuito di corrente continua (o perpetua). Gli studi che hanno portato a questa invenzione fatti su testi, saggi ed esperimenti sull'elettricità di Luigi Galvani, da cui prendono il nome alcuni famosi elettrici detti "galvinisti".
A differenza di molte altri studi simili, come la bottiglia di Leida, la pila di Volta è stato il primo generatore di tnesione continuato, dovuto a mutazione chimiche, e non elettriche come pensava il suo scopritore. Pochi mesi dopo la scoperta, i fisici Nicholson e Carlsle, scoprirono, grazie alla pila, l'elettrolisi; mentre Davy riuscì ad isolare i composti dei sali metalli alcalini. Questa invenzione è dunque una colonna portante di una nuova rivoluzione dell'uomo, che lo mette di fronte a nuove realtà ed a cambiamenti, sviluppati e studiati per tutto l'800, modificando per sempre il modo di vedere le cose.
Francesco Matarrese IV - D
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