Era una sera d’estate di fuoco come molte altre dalle nostre parti, ed io e i miei amici ci accingevamo a trascorrere come sempre un po’ di tempo insieme, cercando frescura nella sera per sfuggire a quei forni che certi giorni le nostre case diventavano.
Avevamo appuntamento solo alle otto e trenta presso la “Marconi”, ma già io ed Emanuele stavamo aspettando gli altri. Nell’attesa chiacchieravamo del più e del meno, sapendo di non dover aspettare molto. Fino alle nove giunsero tutti eccetto una sola persona, Francesco, il ritardatario del gruppo, che come al solito si faceva attendere come una ‘prima attrice’. Dopo un po’ di attesa vedemmo a due isolati di distanza un ragazzo, il quale con un’andatura che lo faceva sembrare fermo, avanzava tuttavia verso di noi. Era lui, il VIP che si faceva attendere, ed arrivava sempre con tutta calma. Al flemmatico – Ciao! - noi tutti in coro – France’ alla buon ora! È un secolo che ti aspettiamo - E lui – Non avevo niente da mettere. Mia sorella si è chiusa tre ore in bagno (tutti la conoscevano per Speedy Gonzales in persona). --C’era un gruppo di ragazze lente come una processione, che bloccavano il passaggio per il corso- Mentre lo ascoltavo, notai qualcosa di strano in lui: il suo look. Indossava una camicia anni ’60 e pantaloni stretti e aderenti come una seconda pelle
- Ti manca la coppola e sembri mio nonno –, gli dissi, e tutti scoppiarono a ridere. Eravamo allora tutti riuniti e dunque ci potevamo incamminare verso la piazza, solo che ad un certo punto Giuseppe, un altro amico, ci sollecitò a camminare più velocemente dicendo – Muovetevi a camminare chè, a quest’ora, a me pure l’aria dà fame.
Girardi Pietro II-D
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