Una giornata a Roma

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Dopo dodici anni dalla mia nascita, per la prima volta stavo mettendo piede nella città più bella del mondo: ROMA. Percorrendo la strada il mio sguardo si incantava, ma contemporaneamente cercava di catturare, attraverso la macchina fotografica, tutto quello che poteva. Appena giungemmo a meta, con la mia famiglia ci recammo presso la fontana di Trevi: anche qui foto a raffica, e, per rispettare la tradizione, con una monetina in mano mi voltai, espressi un desiderio e la lanciai  nella fontana. Rimasi allibito non tanto dalla presenza di una miriade di turisti quanto dal tappeto di monete da uno e da due euro che coprivano il fondo della fontana. Incuriosito chiesi ad un passante dove finissero quei soldi e lui sorridendo mi rispose che non lo sapeva; altri dicevano che qualcuno di notte li prendeva; altri, che rimanevano lì per sempre. A chi credere? Accompagnato dal dubbio della Fontana di Trevi, visitai quasi tutta Roma fino a giungere, secondo il nostro programma, al Colosseo. Le foto sui libri lo riportavano in maniera che la sua grandezza  venisse immaginata. Aspettavo questo momento da un secolo. Appena uscito da una stretta via, ecco dinanzi a me il gigante di Roma. L’euforia mi portò alle stelle. Rimasi a bocca aperta, senza fiato. Non lo immaginavo tanto grande e mi chiesi quanto ci fosse voluto per costruirlo, quanti spettatori lo avessero affollato, ed ahimè, quanti cristiani vi fossero stati uccisi. Tutti questi intensi pensieri furono interrotti da un impressionante frastuono : era una Ferrari di ultimissimo modello che rubò la scena all’ Anfiteatro Flavio. In un decimo di secondo, presi la macchina fotografica e Click! Click! Click! La super vettura di color rosso fuoco consumò tutti gli scatti a disposizione : per la Ferrari avrei dato l’anima pur di farmici un solo giro. Tra i brani riportati nell’antologia scolastica, uno aveva catturato la mia attenzione, poiché vi si narrava di qualcuno che aveva fatto un simile patto con il diavolo, riuscendo poi a cavarsela. Sazio di entusiasmanti esperienze, mi sentii però, sbranato dalla fame ed a mia volta sbranai le cosce di pollo al forno che mi portarono a tavola nel ristorante in cui ci recammo per il pranzo. Divorato tutto in un secondo, sollecitai i miei a riprendere il giro: tutto bello, ma al termine della giornata nei miei occhi c’era solo la Magica Ferrari sotto il Colosseo.

Giovanni Paradiso 2^D