Una discesa non proprio alla “Wanda Osiris”

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Mai in vita mai mi era capitato di assistere a qualcosa di così incredibilmente scenografico da sembrare irreale, tanto strabiliante da lasciare me, come tutti i presenti, con gli occhi spalancati, ma soprattutto con un enorme sorriso stampato sulla faccia.

Ma iniziamo del principio…

Con la mia famiglia ed una miriade di amici, ci eravamo riuniti per festeggiare un evento di importanza planetaria:

i diciotto anni di Cristina.

Si trattava del debutto in società di una giovane donna di spiccata intelligenza ed incredibile bellezza, ed andava memorabilmente celebrato, tanto che si mormorava che i genitori lo stessero organizzando da ancor prima che la piccola nascesse.

I risultati furono superiori alle aspettative!

Dopo un lungo attendere nel sontuoso salone, le luci si spensero ed una nube di fumo bianco riempì la stanza.

Ad un tratto dall’imponente scalinata centrale vedemmo scendere verso di noi in una nuvola che ne sfumava i contorni, una figura eterea, luminosa e candida come la luna…Cristina!

Il miracolo di tale apparizione era opera di un occhio di bue noleggiato allo scopo.

Fasciata da un lungo abito bianco, la ragazza discendeva lentamente le scale: era una visione celestiale, di un’eleganza unica, e l’effetto di tanta armonia si sarebbe impresso indelebilmente nei presenti, se il caso non ci avesse messo lo zampino, anzi le zampette, giacchè un ragnetto dalle dimensione irrisorie incrociò il suo cammino.

Pendeva incredibilmente dal soffitto della stanza, e si trovò proprio davanti al volto della ragazza, che alla visione della ‘bestia immonda’ nella sua nera pelosità, lanciò un urlo straziante,e, presa dal terrore, barcollò per poi ruzzolare giù per l’ultima parte della scalinata.

Giunta miracolosamente indenne all’ultimo scalino, Cristina si rialzò infuriata, ma, tutto sommato, soddisfatta: in fondo la sua entrata trionfale non sarebbe mai stata tanto memorabile senza quella spettacolare caduta.

Marta Paradiso  II-D