A memoria d’uomo (inteso come abitante della cittadina) quella fu la festa più fastosa organizzata nel paese.
Il 15 Maggio era il compleanno di uno dei miei cugini per parte di padre. Compiva 18 anni. La festa si sarebbe tenuta in una sala grande quanto piazza San Pietro con alle pareti una tale quantità di quadri da far pensare di trovarsi nei Musei Vaticani. Almeno questa era la convinzione dei proprietari della sala, i quali evidentemente non erano mai stati a Roma.
Gli zii avevano promesso una festa a dir poco fantastica. Così quella sera tutti gli invitati si recarono presso la sala, compresi me e la mia famiglia, curiosi di vedere di cosa si trattasse. Dopo i saluti e gli auguri, i camerieri servirono in tavola le varie portate : c’erano, per antipasto, montagne di rustici e, sistemati in vassoi azzurri decorati con fili di alghe, c’erano tutti i pesci del Mar Ionio. Era solo l’inizio.
Come primi piatti c’erano lasagne,a cui seguirono orecchiette, e poi tortellini : tutti e tre i tipi di pasta nuotavano nel sugo.
Per secondo piatto arrivarono a cascata bistecche, involtini e ogni specialità di carne, a dimostrazione dell’abilità nel selezionarla e della fantasia gastronomica nel prepararla, rispettivamente di “maestri” macellai e di “professori” cuochi.
Ma il momento più bello della serata fu l’intervallo tra le prime e le seconde portate: la musica si sentiva fino al paese confinante e le luci sembrava volessero illuminare mezza città. Le persone che si erano lanciate in pista, non si capiva più chi fossero,tanto erano forsennate nei movimenti : sembravano danze tribali. A questi si alternavano gruppi che ballavano come se fossero delle squadre e tutti erano attenti a fare gli stessi identici movimenti degli altri. Mi sembravano piuttosto ridicoli e pensai che la festa era davvero spettacolare, nel senso che mi sentivo uno spettatore appunto ad uno spettacolo.
Bozza Gianmarco - Classe 2^ D
| < Prec. | Succ. > |
|---|






