Vorrei raccontare di una giornata molto entusiasmante vissuta durante la scorsa estate. La mattina,appena alzato, mi era apparso un sole da accecarti per due giorni. Vista la bella giornata si decidese con gli amici di fare un giro in bici nella pineta. Alle otto in punto ci trovammo tutti in piazza e da lì iniziammo la nostra escursione. Non mancarono le sorprese: percorso un po’ di viale tra gli alberi, ci imbattemmo in un grosso cane dalle dimensioni di un orso grizzly, e mentre ce la facevamo sotto dalla paura, iniziammo a pedalare con tutte le nostre forze. Sembravamo i campioni mondiali di ciclismo. Superato questo primo ostacolo,arrivammo alla pineta in tempo record; una volta lì,al termine di una sostanziosa merenda, notammo affacciarsi da un cespuglio la testa di un cinghiale, che sembrava molto arrabbiato come se qualcuno lo avesse marchiato con un ferro rovente. Cautamente indietreggiammo, sperando di non diventare la cena di quel colosso, ma per fortuna arrivò il nostro salvatore, un bracconiere che, imitandone il verso, fece allontanare l’animale. Ringraziato il coraggioso ed efficiente cacciatore, raccogliemmo le nostre cose, lasciando lo spiazzo nel boschetto pulito come un bicchiere appena lavato(ci credereste?).
Finita la giornata, tornammo a casa e raccontammo la storia ai nostri genitori, dando ciascuno di noi la propria versione, nella quale tutti certamente avevamo un atteggiamento piuttosto eroico: sembrava avessimo già portato la testa del cinghiale dall’imbalsamatore. Il cinghiale si era, infatti, moltiplicato per quanti eravamo stati presenti alla scena.
GIANMICHELE ACQUASANTA 2°D
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