Un Capodanno al buio

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Io e i miei amici aspettavamo la sera di capodanno da una vita non tanto perchè sarebbe iniziato  il nuovo anno, quanto perchè saremmo andati tutti insieme ad un concerto galattico del quale ci  eravamo procurati i biglietti già da un secolo.

Infatti i i biglietti per il concerto di capodanno erano andati a ruba tanto che,

già da Natale non ce n' erano più in circolazione.

Arrivato il giorno del concerto, nel pomeriggio soltanto per vestirmi ci misi           un' eternità . Indossai il mio giubbotto preferito, degli anfibi più consumati di quelli usati dai soldati italiani durante la guerra mondiale, e il mio cappello portafortuna.

Ci incontrammo verso le diciannove ed eravamo tutti eccitati da morire per la imminente serata.

Il tempo trascorso insieme prima del concertò volò via e ci ritrovammo tra una miriade di altri ragazzi, che cantavano e ballavano seguendo i gruppi sul palco.

Arrivata la canzone che tutti aspettavano, un mare di piccole luci avvolse tutta la zona: erano le fiammelle degli accendini tra le mani dei ragazzi.

Non avrei mai potuto prevedere che in quel momento stesse per scoppiare un inferno,un inferno che avrebbe perseguitato la mia memoria a lungo.

Improvvisamente i cavi elettrici che alimentavano amplificatori e strumenti non si sa per qual motivo, smisero di funzionare e a quel paradiso di luci  ed emozioni si sostituirono il silenzio e il buio totale.

Dalla gente iniziarono ad alzarsi lamentele di insoddisfazione e anche noi che quel giorno lo avevamo aspettato da un' eternità, tornammo a casa con facce da funerale, ma già pronti alla prossima serata da vivere insieme.

 

Addabbo Donatello   II-D